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venerdì 23 gennaio 2015

Nine Months: Il peso in gravidanza

L'aumento di peso durante la gravidanza è un evento assolutamente fisiologico e fondamentale per la buona salute sia del bambino e della madre. Nei primi tre mesi di gestazione l'aumento di peso è dovuto soprattutto all'accumulo di riserve energetiche, necessarie per garantire al bambino un adeguato apporto di nutrienti negli ultimi mesi di gravidanza, durante i quali il feto cresce con maggiore rapidità, contribuendo concretamente all'aumento di peso della madre.
Il peso della madre è importante non solo durante la gestazione, ma già al momento del concepimento. Iniziare una gravidanza con il giusto peso ed aumentarlo gradualmente ad un ritmo moderato, è infatti il modo migliore per crescere un figlio in maniera ottimale ed evitare l’insorgere di patologie durante la gravidanza, pericolose sia per la madre che per il piccolo.
In generale, l’aumento di peso deve essere graduale: nel primo trimestre è minimo (circa un kg), mentre nei mesi successivi il peso corporeo aumenta di circa 300/500 gr a settimana.

Per semplificare:

Primo Trimestre:1,5-2 Kg (500 grammi al mese) 
Secondo Trimestre: 4,5-5,5 kg (350-450 grammi alla settimana) 
Terzo Trimestre: 2,5-3,5 Kg (200-300 grammi alla settimana)

Si ritiene normale un aumento di circa 12 chili, per tutto il corso della gravidanza.

Un leggero scostamento dai valori consigliati è spesso fisiologico ma è comunque bene non prenderlo troppo alla leggera. Il peso andrà quindi controllato regolarmente in modo da cogliere in tempo eventuali variazioni anomale. Se per esempio il peso corporeo lievita più di 1 kg in dieci giorni è bene rivolgersi al medico, specie quando tale aumento è accompagnato da mani e piedi gonfi ed edematosi.
Sia un incremento eccessivo che una scarsa crescita del peso materno richiedono controlli medici adeguati. Un eccessivo aumento farebbe salire, per esempio, il rischio di feti di peso superiore ai 4kg, con possibili complicazioni al momento del parto. Una sovralimentazione durante la gravidanza affaticherebbe anche l'apparato digerente della gestante, con possibili ripercussioni sull'andamento metabolico del feto e del bambino (aumentato rischio di obesità infantile).
D'altro canto una ridotta crescita di peso potrebbe essere indice di scarsa nutrizione fetale o di una patologia in corso ed aumentare, di conseguenza, il rischio di parti prematuri e di ritardi nello sviluppo, con ripercussioni di vario genere durante le età successive. Il basso peso alla nascita si associa generalmente ad una più elevata mortalità fetale e perinatale, aumentando il rischio di malformazioni e di stati anemici per carenza di ferro, vitamina A o vitamina B12.

Capita l'importanza del costante monitoraggio del proprio peso corporeo, la gestante dovrebbe rendersi conto che in questo particolare periodo della vita non è necessario "mangiare per due" come consiglia, con troppa sufficienza, la tradizione popolare.
Durante la gravidanza l'organismo materno deve costruire i tessuti del feto in formazione (3-3,5 kg), la placenta (500-600 g) ed il liquido amniotico (1 kg), depositare grassi di riserva (c.a. 3kg), sostenere l'espansione di sangue e liquidi interstiziali (2,5-3kg) e la crescita di seno (400 g) ed utero (1 kg); tutto ciò ha come conseguenza un aumentato bisogno di energia e nutrienti (i pesi riportati tra parentesi sono riferiti al peso medio delle rispettive strutture anatomiche al termine della gestazione).
  
Fonte: www.my-personaltrainer.it




venerdì 16 gennaio 2015

Nine Months: Metodi naturali per far girare il feto

Alla nascita, quasi il 95 % dei bambini si presenta con la testa rivolta verso il basso, piegata, in modo da facilitare il parto. Ma il 2-3% delle nascite avviene diversamente e il bambino si posiziona con la testa verso l’alto, presentando le natiche per prime: si parla in questo caso di parto podalico.

Il parto podalico riguarda il 2-3% delle nascite. Le natiche del bimbo, rivolte verso il basso, compaiono per prime, mentre la testa è rivolta verso il fondo dell’utero.
Il parto podalico viene detto completo se il feto è seduto, con le natiche appoggiate nel bacino della madre all’altezza del collo dell’utero e le gambe incrociate. E’ invece detto incompleto se le gambe sono tese, con i piedi verso il fondo dell’utero.

Fortunatamente esistono diversi metodi naturali per aiutare il bambino a girarsi con un’efficacia che va dal 70 al 90% dei casi.
Le “levatrici” di un tempo praticavano sull’addome delle gravide, il cui bimbo era in posizione podalica, delle manovre particolari basate su spinte e compressioni, per provocarne il capovolgimento.

Anche oggi, previo controllo ecografico preliminare e certamente in condizioni di miglior sicurezza, alcuni medici (pochissimi per quel che mi risulta) e qualche ostetrica, eseguono queste manovre sul feto, attraverso l’addome materno, per riposizionarlo.
Il periodo migliore per intervenire con questi metodi è dalla 32ma alla 37ma settimana di gestazione.
Poichè  il feto è in grado di sentire i suoni provenienti dall’esterno dell’utero, uno dei metodi può essere quello di  posizionare degli auricolari  che diffondono musica (magari quella che ha ascoltato durante la gravidanza) o ancora meglio la voce della mamma, nella parte bassa dell’addome,   incoraggiando  il feto a muoversi verso i suoni, lasciando così la posizione podalica.
Oppure si può utilizzare la moxa ( un sigaro fatto con foglie di artemisia che serve a scaldare un punto preciso) sui  mignoli dei piedi. Entrambi i metodi danno migliori risultati se effettuati con la madre in posizione supina e con le anche rialzate dal pavimento di almeno 30 cm, sostenuta da cuscini larghi, oppure con le gambe appoggiate sul sedile di una sedia in modo da avere il bacino sollevato da terra (tenendo sempre cuscini sotto la schiena come sostegno).
Praticando uno o entrambi i metodi (moxa o ascolto musicale/vocale) in questa posizione  per due o tre volte al giorno per circa 10-15 minuti ciascuna, entro breve tempo nella maggior parte dei casi  si ottengono i risultati sperati.
Esistono  anche alcuni rimedi omeopatici  efficaci nel modificare la presentazione podalica: quello più utilizzato è la Pulsatilla.
Interessante è poi sapere che a volte oltre a impedimenti reali al posizionamento cefalico possono subentrare anche  motivi ben diversi, tra cui alcuni, secondo la psicologia prenatale, potrebbero essere questi :
  • La madre ha perso precedentemente un bambino e gli ha inviato il messaggio di restare e di non muoversi, di non abbandonarla, accompagnato dall’emozione della paura costante.
  • Resta seduto perché non vuole uscire a causa di sfavorevoli circostanze esterne
  • Rimane in questa posizione perchè a livello inconscio la  madre non  desidera partorire naturalmente (ha paura)
  • La posizione in cui rivolge la schiena al mondo vuol dire forse  che vuole nascondersi, forse perché le aspettative sono diverse da quello che lui/lei è…..
Il più delle volte varrebbe la pena di pensarci su, nel suo profondo la madre conosce sempre  il vero motivo per cui il piccolo rimane in questa posizione.


venerdì 9 gennaio 2015

Nine Months: la musica per il feto

Quando si aspetta un bambino, grande o piccolo che sia, si accarezza istintivamente il panci(o)ne, quasi a voler già proteggere e coccolare la creatura che portiamo in grembo. Seguendo il movimento delicato della mano, si sussurra, si parla e si canta al feto, quasi in un dialogo taciturno. Sono gesti naturali, istintivi, che tutte le mamme compiono quasi senza accorgersi, un gesto di protezione e di comunicazione diretta con il proprio piccolo. Ma in realtà sono proprio questi gesti ad arrivare in profondità e a stamparsi nella memoria del bambino, che reagisce agli stimoli esterni già nell'utero materno fin dalla sua creazione.
La voce soprattutto è il primo contatto diretto con il mondo esterno e anche un filo conduttore allo stato d’animo della mamma. È la prima esperienza "musicale" del bambino, una carezza in attesa di un contatto a tu per tu. Mamma e bambino sono legati intimamente, una via di comunicazione che non può essere spiegata a livello biochimico o con gli ultrasuoni dell’ecografia. Il nascituro percepisce lo stato d’animo della mamma, sente i suoi pensieri, soffre se avverte emozioni negative e si calma, rilassandosi nell’utero, quando riceve messaggi d’amore e percepisce che la mamma è tranquilla e serena e lo è anche l'ambiente intorno a lei.

Anche la musica ascoltata in gravidanza ha la sua importanza per il futuro nascituro. 
Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori finlandesi dell’Università di Helsinki, le melodie ascoltate durante la gestazione nell’ultimo trimestre di gravidanza vengono riconosciute dal bambino anche mesi dopo la nascita. Uno studio che si basa su un esperimento condotto su 24 donne incinte al settimo mese. La metà di esse ha fatto ascoltare al proprio bambino tre melodie, tra cui la ninna nanna “Twinkle twinkle little star”, per una durata di cinque giorni alla settimana. Dal confronto delle reazioni di coloro che avevano ascoltato le canzoni, rispetto a quelli che non l’avevano fatto, i ricercatori hanno osservato una differente reazione cerebrale, molto più forte e rilevante in quelli che avevano ascoltato la ninna nanna.
I feti sono in grado di assorbire, seppur inconsapevolmente, tante informazioni dall’esterno e la musica, specialmente quella classica, attiva la memoria a lungo termine. È ovvio il fatto che il bambino non riconosca letteralmente un determinato brano musicale, ma ne rimane emozionalmente legato e riascoltandolo mostra una sensazione di piacere e tranquillità. Il bambino ricorda di aver vissuto un momento felice, che il suo cervello ha mantenuto e riproposto successivamente.
L’ascolto di un brano piacevole apporta inoltre uno stato di benessere al bambino, che cambia posizione all’interno dell’utero e rilassa i muscoli facciali, favorendo anche il momento stesso del parto. La musica passa al bimbo attraverso il corpo della mamma che vibra durante l’ascolto e reagisce alla sensazione prodotta da qualche sonorità.
Un’abitudine che sta prendendo sempre più piede, affiancando i classici corsi il cui approccio è puramente informativo. Parlare, cantare e ascoltare brani piacevoli significa comunicare emotivamente con il feto, abitudini naturali già presenti nella cultura indiana o in quella africana, che nel mondo occidentale si stanno diffondendo solo ora grazie alle ricerche scientifiche. Io personalmente sia con Emma che con Tommaso, ho sempre ascoltato molta musica classica in gravidanza e per entrambi i miei bimbi ho potuto notare che avevano già delle "preferenze" all'interno del pancione, rispondendo con determinati movimenti ad un tipo di musica piuttosto che un altro. Difficile da credere, ma è davvero così! Un'altra cosa che ho fatto durante le rispettive gravidanze è stata quella di cantare due canzoncine al pancione, in determinati momenti (prima di addormentarmi, nel lettone la sera, accarezzando il pancione) e in entrambi i casi ho potuto constatare che, una volta nati, quelle stesse canzoncine trasmettevano loro pace e tranquillità nei momenti più difficili di pianto. Quindi sono più che convinta che la musica in gravidanza sia non solo utile ma davvero indispensabile!


venerdì 19 dicembre 2014

Nine Months: "Manda la tua foto col pancione"

Future mammine, ecco il “concorso” che fa per voi! 
Scattate una foto natalizia Red Passion del vostro pancione, inviatela a nelbellodellemamme@gmail.com le pubblicheremo sul nostro profilo Instagram/nbdmamme con  #ChristmasRedPassionNBDM e quella che riceverà più likes riceverà un gadget firmato Suavinex e la Tessera Associativa della nostra Associazione.

Ultimo giorno per inviare le foto: 6 gennaio 2015 a mezzanotte!

Partecipate numerose e Buon natale a tutte! 






venerdì 12 dicembre 2014

Nine Months: "Incinta a Natale"

Ho partorito la mia principessa a fine agosto 2011 e il mio principino i primi di settembre 2013 quindi ho trascorso le Feste di Natale 2010 e 2012 entrambe incinta. E in base alla mia personalissima bis-esperienza posso elencarvi tutta una serie di buoni motivi per cui è bellissimo essere incinta a Natale:
1. Dentro di te hai il regalo PIU’ prezioso e importante!
2. L’atmosfera natalizia acquista una connotazione ancora più magica, si vede tutto in rosa.
3.  Tutti hanno attenzioni per te e il tuo pancione, si prodigano in mille premure e ogni sorta di favore.
4. trovare l’abito adatto non è un problema, perché qualsiasi cosa indossi sarai bellissima e tutti te lo faranno notare.
5. Si può mangiare tutto ciò che si vuole almeno per un giorno senza sentirsi in colpa e senza doversi giustificare, perché “dovete festeggiare per due” (sperando ovviamente di non essere nel periodo delle nausee).
6. Potete fare il pisolino post pranzo accoccolate nel posto più comodo del divano con la coperta più morbida.
7. Tutti faranno a gara ad assecondare le vostre più piccole richieste (“ho sete”, “mi serve un cuscino”…) per coccolare voi e il vostro pancione.
8. Riceverete regali speciali per voi e il fantastico periodo che state vivendo.
9. Sarete al centro delle conversazioni e terrete discorsi sulla vostra gravidanza.
10. Farete mille foto con tutti che vorranno immortalare questo momento speciale con voi.

Sicuramente ci saranno altri millemila motivi per festeggiare un bellissimo Natale incinta, a voi il “compito” di aggiungerne alla lista e Buon Natale a tutte future mammine!

venerdì 5 dicembre 2014

Nine Months: "INPS - Domanda di maternità"

Il momento più bello della vostra vita è arrivato, finalmente siete in dolce attesa e dovete conciliare il lavoro con la maternità. All’inizio è facile e non avete nessun problema, ma quando il pancione inizierà a crescere non potrete più svolgere il vostro lavoro in tranquillità e vi toccherà stare a riposo; per fortuna la legge viene incontro alle donne ingravidanza attraverso il congedo di maternità obbligatoria richiesto ed erogato dall’INPS. Il congedo prevede in tutto 5 mesi di maternità obbligatoria che si suddividono in due mesi prima del parto e tre mesi dopo, utili per la ripresa della donna e per l’inizio dell’allattamento. Vediamo insieme come compilare il moduloper fare la richiesta presso la sede dell’INPS di competenza.
Per prima cosa bisogna recarsi presso la sede più vicina dell’ufficio della Previdenza Sociale e richiedere il modulo di maternità COD. SR01, oppure scaricarlo online al questo link: 

Il modulo va compilato correttamente in tutte le sue parti e va presentato personalmente allo sportello, in sostituzione, va spedito per posta raccomandata oppure attraverso un patronato CAF. Al modello vanno allegati alcuni documenti, che cambiano a seconda del tipo di lavoratrice:

Se dipendente, dovrà presentare il modulo compilato in tutte le sue voci insieme a questi documenti: la fotocopia della Carta d’Identità, il certificato medico di gravidanza rilasciato dal SSN, o di un medico, la copia del certificato di interdizione rilasciata da lla direzione provinciale del lavoro, il certificato di flessibilità, che attesti che la donna non è in gravidanza a rischio e può lavorare fino al 7° oppure 8° mese.
Se autonoma invece dovrà presentare in seguito alla nascita del bambino l’autocertificazione come specificata nel modello alla pagina 3.

Il modello consiste in una prima pagina da compilare con tutti idati anagrafici del soggetto, quindi nome e cognome, data di nascita, residenza, codice fiscale, contatti, dati relativi al lavoro, settore di attività ecc...; poi ci sono delle aree dedicate alla scelta del tipo di soggetto se lavoratore dipendente o autonomo, o iscritto alla gestione separata; in seguito c’è una sezione dedicata ai dati dell’azienda dove si presta servizio, un’altra dedicata al minore e infine i dati bancari per la riscossione dell’assegno.
Il modulo va firmato e consegnato, stando attenti a compilare ogni sua parte correttamente.
Il modello va presentato anche al proprio datore di lavoro.

Il congedo spetta a tutte le donne, lavoratrici, autonome e subordinate, ma con modalità di erogazione e condizioni diverse. Nel caso di dipendenti, sia uomini che donne, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro, mentre per le lavoratrici autonome viene erogato in seguito entro un anno dal parto direttamente dall’Inps.

Alle donne dipendenti spetta un’indennità pari all’ 80% dell’ultima retribuzione percepita quotidianamente, mentre alle lavoratrici autonome l’indennità è pari alla retribuzione giornaliera stabilita dalla legge.
Il congedo può essere richiesto sia dalla donna se lavoratrice, oppure in caso di disoccupata anche dal padre lavoratore, in questo caso si parla di congedo di paternità che dovrà coincidere con il periodo di maternità della consorte.
Tutte le altre casistiche particolari sono indicate nelle istruzioni di compilazione del modello, e possono essere rilasciate dagli operatori competenti dell’INPS, oppure anche attraverso il call center dedicato.


Per quanto riguarda la compilazione della domanda online, dovrete innanzitutto fare richiesta all’INPS del PIN e una volta ricevuto ecco dove trovare ciò che cercate:

www.inps.it

cliccare su INPS ONLINE (INSERIRE Codice fiscale e PIN)

SERVIZI PER IL CITTADINO
INVIO DOMANDE DI PRESTAZIONI A SOSTEGNO DEL REDDITO
MATERNITA’
ACQUISIZIONE DOMANDA
                                CONCEDO DI MATERNITA’/PATERNITA’ (per la compilazione della 
                                domanda di maternità obbligatoria)
                                CONGEDO PARENTALE (per la richiesta di maternità facoltativa)


Una volta compilati tutti i campi salvare il riepilogo che la ricevuta (da consegnare al proprio datore di lavoro) e procedere con la richiesta di conversione del PIN online, stampando modulo con dati anagrafici e allegandolo, sempre online, con copia della carta d’identità.


venerdì 28 novembre 2014

Nine Months: l'Ostetrica

Proseguono i nostri incontri gratuiti per le mamme. 

Venerdì 5 dicembre dalle h.10.00 alle h.11.00 la nostra Ostetrica Dott.ssa Azzurra Zago, che opera presso l'Ospedale Buzzi di Milano, terrà un incontro di "accompagnamento alla nascita e oltre..." per tutte le future mamme e le neo-mamme.


Perchè l'ostetrica? 
L’ostetrica può seguire in piena autonomia la gravidanza fisiologica offrendo un’assistenza meno medicalizzata e concentrata sul sentire della donna e l’ascolto attivo. Studi dimostrano che le gravidanze fisiologiche seguite dall’ostetrica, nel corso del tempo sono soggette a meno complicanze sia durante l’intera gestazione e sia durante il parto.

Dopo la nascita, invece, l’ostetrica a domicilio attua una valutazione del benessere materno (controllo della pressione, controllo delle perdite postparto, controllo del livello di guarigione delle suture, ecc..), attua una valutazione del benessere neonatale controllando la sua crescita e la sua alimentazione, inoltre l’ostetrica accompagna e sostiene la donna dal punto di vista clinico ed emotivo durante allattamento e le svezzamento ed è una professionista molto utile nel prevenire e capace di valutare i primi segni di un’eventuale depressione postparto. Aiuta i genitori a tirar fuori le loro competenze genitoriali.


E’ un’opportunità da non perdere! Ogni futura o neo mamma potrà parlare con la Dott.ssa Zago per affrontare un dubbio, chiedere un parere, cercare di trovare un rimedio a un problema o a un disagio, confrontarsi o semplicemente trovare conforto e sostegno da una persona competente, professionale e fidata!

Luogo: Farmacia Vitali Solaro di Landriano (PV)

Come per ogni incontro, seppur gratuito, è gradita la prenotazione al cell 340.6400262 o all'indirizzo email nelbellodellemamme@gmail.com






venerdì 14 novembre 2014

Nine Months: Corrispondenza mesi e settimane di gravidanza

Quando si parla del calendario della gravidanza si preferisce considerarla in settimane e giorni, come fanno i ginecologi,  poiché  le settimane sono composte da 7 giorni, mentre i mesi hanno un numero di giorni variabile che rende l’indicazione imprecisa.
Il mese di gravidanza è quindi indicato dalle settimane + il numero di giorni corrispondenti. Ma come faccio quindi a sapere in che mese mi trovo?
Ecco qui uno schema di conversione tra mesi e settimane che potete usare con facilità:

1° mese: inizia dal primo giorno delle ultime mestruazioni (0 settimane + 0 giorni)
2° mese: inizia a 4 settimane + 4 giorni
3° mese:  inizia a 8 settimane + 6  giorni
4° mese:  inizia a 13 settimane + 2 giorni 
5° mese: inizia a 17 settimane + 5 giorni
6° mese: inizia a 22 settimane + 0 giorni
7° mese: inizia a 26 settimane + 3 giorni
8° mese: inizia a 30 settimane + 5 giorni
9° mese: inizia a 35 settimane + 1 giorno
A queste vanno aggiunte le due settimane aggiuntive che vengono considerate per i bimbi che decidono di nascere in ritardo (arrivando quindi a 42 settimane)
L’età gestazionale però si basa  sull’ultima mestruazione e non sul momento del concepimento che si presume avvenga 2 settimane dopo.  Si contano quindi 280 giorni (40 settimane) dalla data del primo giorno dell’ultima mestruazione più  un margine di 15 giorni  aggiuntivi.


venerdì 7 novembre 2014

Nine Months: Tutti gli esami da fare in gravidanza

Durante gli splendidi nove mesi di gravidanza è necessario effettuare visite mediche specialistiche periodiche, alcune che ricorreranno ogni mese, per controllare la tua salute e quella del tuo bambino. Devi sapere però che proprio durante la gravidanza alcuni valori (come ad esempio quello dell’emoglobina) possono essere “diversi dal normale”, non allarmarti prima di far controllare gli esami dalla tua ginecologa che valuterà gli esami stessi, ti prescriverà eventuali terapie necessarie e ti prescriverà gli esami da eseguire successivamente.



Ecco ora una lista di esami da fare durante i 9 mesi di gravidanza:

1° mese: dopo il test positivo fissa subito una visita dalla tua ginecologa per verificare lo stato di gravidanza e stabilire la data presunta parto oltre che farti prescrivere i primi esami bnecessari.
2° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di: esame emocromocitometrico con conteggio delle piastrine, sideremia, ferritina, reazioni sierologiche per la lue, glicemia, azotemia, creatinemia, uricemia, transaminasi, gamma gt, esami del gruppo Torch, (toxo-test, rubeo test, ricerca del citomegalovirus e dell'herpes), gruppo sanguigno con fattore RH (se l'RH è negativo si fa il test di Koombs indiretto), HbsAg (epatite B), Hcv (epatite C), elettroforesi dell'emoglobina, omocisteina e fibrinogeno; Esame completo delle urine.
3° mese: Visita ginecologica; Ecografia transvaginale (10-11 settimana); Ultrascreen; Traslucenza nucale (esame non invasivo effettuabile tra la 10° e la 13° settimana che consiste nell’analisi, attraverso semplice ecografia, della massa liquida della nuca del feto. Lo spessore eccessivo di tale massa indica il rischio, ma non la certezza,di malattie dei cromosomi del feto; Bi-test: esame non invasivo (semplice prelievo del sangue) in cui si valuta la quantità di ormoni Free betaHCG e PAPP-A e che si effettua in concomitanza alla Translucenza Nucale; oppure la Villocentesi in alternativa a questi ultimi due esami.
4° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di emocromocitometrico, sideremia, toxo-test (se non siha la “fortuna” di essere immuni); Tri-test (tra la 15° e la 16° settimana); Esame completo delle urine.
5° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di emocromocitometrico, sideremia, toxo-test;  Esame completo delle urine; tra la 19° e la 22° settimana (ovvero a fine 5° inizio 6° mese) è  il momento della seconda delle tre ecografie previste; è detta ecografia “morfologica”, perché è fatta appositamente per controllare tutti gli organi e la corretta formazione delle varie parti costituenti il corpo del feto; nel caso in cui ci sia rischio di patologie genetiche e cromosomiche è prevista anche l’amniocentesi, sotto stretto consiglio medico ed entro la 18° settimana. L’amniocentesi è un esame molto invasivo che può essere effettuato soltanto a partire dalla 16° settimana di gestazione; vi è poi la flussimetria Doppler materna, non  obbligatoria, ma utile per verificare il normale afflusso di sangue dall’arteria uterina alla placenta, si effettua tramite ecografia e può essere eseguita nel periodo compreso fra la 17° e la 23° settimana.
6° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di emocromocitometrico, sideremia, toxo-test, minicurva da carico (con 50 g di glucosio per vedere se si tende al diabete gestazionale); Esame completo delle urine.
7° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di emocromocitometrico, sideremia, toxo-test; Esame completo delle urine; Ecografia di accrescimento (30-32 settimane).
8° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di test della coagulazione (protrombina e fibrinogenemia) esame emocromocitometrico, toxo-test, colinesterasi, azotemia, creatininemia, glicemia, transaminasi, fibrinogeno, antitrombina terza; Esame completo delle urine (34°-35° settimana); Tampone vaginale per la ricerca di streptococco (34°-35° settimana); Flussimetria; Elettrocardiogramma (34°-35° settimana).
9° mese: Visita ginecologica; Analisi del sangue comprensivo di toxo-test; Esame completo delle urine; visita dall'anestetista per il parto indolore con epidurale (35°-36°settimana).


Superato il termine della gravidanza, prima di partorire, è prevista un’ulteriore visita ginecologica e il monitoraggio costante del bambino: si tratta di una registrazione che, grazie alla rilevazione dell’intensità e della frequenza delle contrazioni, del battito cardiaco del feto e della quantità di liquido amniotico, consente di controllare l’andamento del travaglio.

venerdì 4 luglio 2014

Nine Months: Maschio o femmina? Detti popolari e non per scoprirlo

Dopo qualche settimana di "silenzio stampa" torna la nostra rubrica NINE MONTHS ed oggi parliamo di come scoprire se si aspetta un maschietto o una femminuccia.

Quale sarà il sesso del bambino è infatti tra le prime domande che i futuri genitori si pongono, per saperlo con certezza si dovrà aspettare circa fino alla ventesima settimana di gravidanza (e meno che non si facciano villocentesi o amniocentesi), ma se la curiosità è forte ci sono alcune prove che possiamo fare, ad esempio divertirsi a seguire i detti popolari oppure consultando il calendario cinese.



La lista dei detti popolari per sapere se è maschio o femmina è pressoché infinita. In passato le ecografie non esistevano, ma la curiosità era sempre la stessa! Non potendo usufruire di strumenti all’avanguardia, ci si affidava all’intuito, dando vita a statistiche approssimative, concepite sulla base di alcuni “segni particolari“! Voglie, macchie, brufoli, pancia bassa o alta, tonda o a punta e chi più ne ha più ne metta. Il perchè e il percome di tali dicerie, vere o false che siano, non è dato a sapersi. Ma che ci si creda o meno, vale sempre la pena di conoscerle, se non altro per farsi una cultura del folclore! Scopriamo quindi come si capisce se è maschio o femmina secondo la tradizione.

Le voglie: L’irresistibile desiderio di un certo cibo, ovvero le voglie tipiche della gravidanza, secondo una credenza popolare, non solo andrebbe immediatamente soddisfatto, pena la comparsa di inestetiche macchie sulla cute del nascituro, ma svelerebbe anche il suo sesso. L’irrefrenabile desiderio di dolci presagirebbe l’arrivo di una femminuccia, i cibi salati o amari quello di un maschietto.
La pelle: Come capire il sesso del bambino interpretando l’aspetto della pelle? La comparsa dimacchie e brufoli indicherebbe l’arrivo di un maschio, mentre la pelle liscia e perfetta preannuncerebbe una femminuccia. Ma indicazioni sul sesso del nascituro deriverebbero anche dal colorito del volto: scuro se è bimbo, chiaro se è bimba.
Pancia alta o bassa: In presenza di pancia alta la tradizione vuole un maschio, in caso di pancia bassa in gravidanza una femmina. C’è da precisare però che questa credenza basata sulla forma della pancia varia di regione in regione.
Pancia tonda o a punta: Nell’antichità correva voce che “pancia a punta non va in guerra”, ovvero che le femmine non erano costrette ad arruolarsi. Secondo la tradizione la pancia a punta indicherebbe infatti l’arrivo di una bambina, al contrario il ventre gonfio e tondo la nascita di un maschio.
Nausee e svenimenti: Nausee e svenimenti indicherebbero l’arrivo di una bambina, che già nel ventre farebbe tribolare la povera mamma. 
Voglia di dormire: Una mamma che ha sempre sonno, secondo la tradizione, aspetterebbe una femmina. Le bimbe a quanto pare succhiano più energie durante la gravidanza, ma i maschi, lo sappiamo bene, si rifanno una volta venuti al mondo!
Il conto delle R: In questo caso per capire il sesso del bambino, che secondo alcuni studi dipenderebbe dalle mamme, ci si mette di mezzo la matematica! Basta sommare le R del vostro nome e cognome, quelle del nome e cognome del papà e le R dal primo mese di gravidanza al mese del parto. Se il risultato è dispari si avrà un maschio, pari una femmina. Più facile a dirsi che a farsi!

C'è poi il calendario cinese, che è una tabella non ha ovviamente alcun rigore scientifico ma si dice che abbia una precisione del 90%. È una tabella scoperta in una tomba nei pressi di Beijin in Cina da alcuni scienziati locali circa 770 anni fa. Il metodo consiste nell’incrociare l'età della futura mamma con il mese del concepimento per ottenere la “previsione” del sesso del futuro nascituro. Divertitevi a provare ad incrociare i dati e vedere quale sarà il sesso del vostro bebè (non farò media ma...si è rivelata veritiera per entrambi i miei bimbi).


scoprire il sesso del bambini

venerdì 18 aprile 2014

Nine Months: 5 cose da fare prima di "cercare" un bambino

Quando si desidera un bimbo occorre sapere che si devono effettuare dei controlli e degli esami prima del concepimento, quindi è opportuno programmare una visita dal proprio ginecologo, oltre che iniziare a seguire una vita sana ed equilibrata se già non lo si fa d'abitudine.



Vediamo insieme questi 5 step da seguire:

1 - Programmare la visita dal proprio ginecologo che prescriverà i vari esami da fare prima del concepimento tra cui il pap-test, il tampone vaginale e il test della rosolia e se è negativo occorrerà effettuare la vaccinazione. Dalla rosolia, malattia esentematica, una volta contratta si è immuni in modo permanente ma se si contrae durante i nove mesi della gravidanza può causare problemi anche seri al futuro nascituro quindi è bene fare quest'esame prima di iniziare a cercare un bimbo in modo da potersi curare senza causare problemi al feto.

3 - Assumere acido folico o un integratore multivitaminico che lo contenga. L'acido folico è un integratore da assumere almeno un mese prima del concepimento e per tutto il primo trimestre di gravidanza, e permette di prevenire difetti del tubo neurale come la spina bifida.

4 - Seguire uno stile di vita sano, ovvero: smettere di fumare, eliminare l'uso di alcool e di droghe di ogni tipo (ma c'è bisogno di specificarlo?), cercare di raggiungere un peso nella norma perchè sia il sovrappeso che il sottopeso possono causare rischi durante la gravidanza sia per la madre che per il bimbo, e soprattutto seguire una dieta il più possibile sana ed equilibrata aumentando l'uso di frutta e verdura.

5 - Fare attività fisica tenendo presente che se non si è mai state delle atlete non lo si deve diventare prima e durante la gravidanza. E' sufficiente una camminata a passo veloce, una biciclettata o un po' di yoga o del nuoto per tenere il peso sotto controllo e arrivare alla gravidanza in condizioni fisiche ottimali oltre che ad avere effetti positivi sulla fertilità.

venerdì 11 aprile 2014

Nine Months, la nostra rubrica per future mamme

I nove mesi della gravidanza rappresentano per ogni donna un periodo di trasformazione fisica, mentale ed emozionale, un periodo di crescita interiore e di crescita del proprio corpo.
Dare vita alla vita e' quanto di più straordinario e unico esista al mondo, una magia pura che viene vissuta da ogni donna nel modo più personale possibile. 

Nine Months e' il nome di una rubrica settimanale, attraverso cui ci proponiamo di raccontarvi le nostre esperienze personali cercando di dare consigli utili a tutte le mamme in dolce attesa.