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venerdì 16 gennaio 2015

Nine Months: Metodi naturali per far girare il feto

Alla nascita, quasi il 95 % dei bambini si presenta con la testa rivolta verso il basso, piegata, in modo da facilitare il parto. Ma il 2-3% delle nascite avviene diversamente e il bambino si posiziona con la testa verso l’alto, presentando le natiche per prime: si parla in questo caso di parto podalico.

Il parto podalico riguarda il 2-3% delle nascite. Le natiche del bimbo, rivolte verso il basso, compaiono per prime, mentre la testa è rivolta verso il fondo dell’utero.
Il parto podalico viene detto completo se il feto è seduto, con le natiche appoggiate nel bacino della madre all’altezza del collo dell’utero e le gambe incrociate. E’ invece detto incompleto se le gambe sono tese, con i piedi verso il fondo dell’utero.

Fortunatamente esistono diversi metodi naturali per aiutare il bambino a girarsi con un’efficacia che va dal 70 al 90% dei casi.
Le “levatrici” di un tempo praticavano sull’addome delle gravide, il cui bimbo era in posizione podalica, delle manovre particolari basate su spinte e compressioni, per provocarne il capovolgimento.

Anche oggi, previo controllo ecografico preliminare e certamente in condizioni di miglior sicurezza, alcuni medici (pochissimi per quel che mi risulta) e qualche ostetrica, eseguono queste manovre sul feto, attraverso l’addome materno, per riposizionarlo.
Il periodo migliore per intervenire con questi metodi è dalla 32ma alla 37ma settimana di gestazione.
Poichè  il feto è in grado di sentire i suoni provenienti dall’esterno dell’utero, uno dei metodi può essere quello di  posizionare degli auricolari  che diffondono musica (magari quella che ha ascoltato durante la gravidanza) o ancora meglio la voce della mamma, nella parte bassa dell’addome,   incoraggiando  il feto a muoversi verso i suoni, lasciando così la posizione podalica.
Oppure si può utilizzare la moxa ( un sigaro fatto con foglie di artemisia che serve a scaldare un punto preciso) sui  mignoli dei piedi. Entrambi i metodi danno migliori risultati se effettuati con la madre in posizione supina e con le anche rialzate dal pavimento di almeno 30 cm, sostenuta da cuscini larghi, oppure con le gambe appoggiate sul sedile di una sedia in modo da avere il bacino sollevato da terra (tenendo sempre cuscini sotto la schiena come sostegno).
Praticando uno o entrambi i metodi (moxa o ascolto musicale/vocale) in questa posizione  per due o tre volte al giorno per circa 10-15 minuti ciascuna, entro breve tempo nella maggior parte dei casi  si ottengono i risultati sperati.
Esistono  anche alcuni rimedi omeopatici  efficaci nel modificare la presentazione podalica: quello più utilizzato è la Pulsatilla.
Interessante è poi sapere che a volte oltre a impedimenti reali al posizionamento cefalico possono subentrare anche  motivi ben diversi, tra cui alcuni, secondo la psicologia prenatale, potrebbero essere questi :
  • La madre ha perso precedentemente un bambino e gli ha inviato il messaggio di restare e di non muoversi, di non abbandonarla, accompagnato dall’emozione della paura costante.
  • Resta seduto perché non vuole uscire a causa di sfavorevoli circostanze esterne
  • Rimane in questa posizione perchè a livello inconscio la  madre non  desidera partorire naturalmente (ha paura)
  • La posizione in cui rivolge la schiena al mondo vuol dire forse  che vuole nascondersi, forse perché le aspettative sono diverse da quello che lui/lei è…..
Il più delle volte varrebbe la pena di pensarci su, nel suo profondo la madre conosce sempre  il vero motivo per cui il piccolo rimane in questa posizione.


venerdì 9 gennaio 2015

Nine Months: la musica per il feto

Quando si aspetta un bambino, grande o piccolo che sia, si accarezza istintivamente il panci(o)ne, quasi a voler già proteggere e coccolare la creatura che portiamo in grembo. Seguendo il movimento delicato della mano, si sussurra, si parla e si canta al feto, quasi in un dialogo taciturno. Sono gesti naturali, istintivi, che tutte le mamme compiono quasi senza accorgersi, un gesto di protezione e di comunicazione diretta con il proprio piccolo. Ma in realtà sono proprio questi gesti ad arrivare in profondità e a stamparsi nella memoria del bambino, che reagisce agli stimoli esterni già nell'utero materno fin dalla sua creazione.
La voce soprattutto è il primo contatto diretto con il mondo esterno e anche un filo conduttore allo stato d’animo della mamma. È la prima esperienza "musicale" del bambino, una carezza in attesa di un contatto a tu per tu. Mamma e bambino sono legati intimamente, una via di comunicazione che non può essere spiegata a livello biochimico o con gli ultrasuoni dell’ecografia. Il nascituro percepisce lo stato d’animo della mamma, sente i suoi pensieri, soffre se avverte emozioni negative e si calma, rilassandosi nell’utero, quando riceve messaggi d’amore e percepisce che la mamma è tranquilla e serena e lo è anche l'ambiente intorno a lei.

Anche la musica ascoltata in gravidanza ha la sua importanza per il futuro nascituro. 
Secondo uno studio di un gruppo di ricercatori finlandesi dell’Università di Helsinki, le melodie ascoltate durante la gestazione nell’ultimo trimestre di gravidanza vengono riconosciute dal bambino anche mesi dopo la nascita. Uno studio che si basa su un esperimento condotto su 24 donne incinte al settimo mese. La metà di esse ha fatto ascoltare al proprio bambino tre melodie, tra cui la ninna nanna “Twinkle twinkle little star”, per una durata di cinque giorni alla settimana. Dal confronto delle reazioni di coloro che avevano ascoltato le canzoni, rispetto a quelli che non l’avevano fatto, i ricercatori hanno osservato una differente reazione cerebrale, molto più forte e rilevante in quelli che avevano ascoltato la ninna nanna.
I feti sono in grado di assorbire, seppur inconsapevolmente, tante informazioni dall’esterno e la musica, specialmente quella classica, attiva la memoria a lungo termine. È ovvio il fatto che il bambino non riconosca letteralmente un determinato brano musicale, ma ne rimane emozionalmente legato e riascoltandolo mostra una sensazione di piacere e tranquillità. Il bambino ricorda di aver vissuto un momento felice, che il suo cervello ha mantenuto e riproposto successivamente.
L’ascolto di un brano piacevole apporta inoltre uno stato di benessere al bambino, che cambia posizione all’interno dell’utero e rilassa i muscoli facciali, favorendo anche il momento stesso del parto. La musica passa al bimbo attraverso il corpo della mamma che vibra durante l’ascolto e reagisce alla sensazione prodotta da qualche sonorità.
Un’abitudine che sta prendendo sempre più piede, affiancando i classici corsi il cui approccio è puramente informativo. Parlare, cantare e ascoltare brani piacevoli significa comunicare emotivamente con il feto, abitudini naturali già presenti nella cultura indiana o in quella africana, che nel mondo occidentale si stanno diffondendo solo ora grazie alle ricerche scientifiche. Io personalmente sia con Emma che con Tommaso, ho sempre ascoltato molta musica classica in gravidanza e per entrambi i miei bimbi ho potuto notare che avevano già delle "preferenze" all'interno del pancione, rispondendo con determinati movimenti ad un tipo di musica piuttosto che un altro. Difficile da credere, ma è davvero così! Un'altra cosa che ho fatto durante le rispettive gravidanze è stata quella di cantare due canzoncine al pancione, in determinati momenti (prima di addormentarmi, nel lettone la sera, accarezzando il pancione) e in entrambi i casi ho potuto constatare che, una volta nati, quelle stesse canzoncine trasmettevano loro pace e tranquillità nei momenti più difficili di pianto. Quindi sono più che convinta che la musica in gravidanza sia non solo utile ma davvero indispensabile!


martedì 30 dicembre 2014

"Leggende di Natale": IL BASTONCINO DI ZUCCHERO

Per finire il mese e l’anno in dolcezza, vi racconterò oggi la leggenda dei bastoncini di zucchero che sono la gioia di ogni bambino, utilizzati soprattutto nel periodo natalizio, si sono diffusi pian piano da paesi come l’America e paesi anglosassoni sino ad arrivare anche in Italia. Utilizzati come decorazioni per gli alberi di Natale, con la loro tipica forma uncinata, sono in genere di colore rosso e bianco, con rivisitazioni che tendono ad alternare al rosso tonalità del rosa. Il bastoncino di zucchero riprende, secondo un’antica leggenda, la classica forma della J, iniziale del nome di Gesù Bambino in inglese (Jesus), ma c’è anche chi, rifacendosi al Vangelo, propone un’interpretazione che vede il dolce con una forma tipica di un bastone da pastore (il concetto di Gesù come guida). 

I due colori rappresentano per la precisione il bianco della purezza e il rosso del sangue versato nel sacrificio di Gesù per tutti gli uomini.


martedì 23 dicembre 2014

"Leggende di Natale": GLI ANIMALI PARLANTI

Quella che vi racconterò oggi è una leggenda molto curiosa, che forse, a differenza delle precedenti, non tutti conoscono. Io stessa non la conoscevo e  quando l'ho letta ne sono rimasta affascinata perchè la trovo molto magica. Si tratta infatti di una leggenda che fa sorridere e affascina non solo i bambini, è quella degli animali parlanti.
La leggenda vuole, infatti, che ogni anno, nella notte tra la vigilia di Natale e il giorno di Natale, allo scoccare della mezzanotte ci sia una magia che si compie ripetutamente da sempre.
Tutti gli animali acquistano il dono, solo per una notte, della parola, confrontandosi tra loro sugli umani, sui loro comportamenti e commentandone azioni e discorsi. Una magia irripetibile, che però non deve essere mai e poi mai svelata dagli uomini. Si dice infatti che qualsiasi uomo in ascolto quella notte possa diventare cieco e sordo nel giro di attimi!



lunedì 22 dicembre 2014

Le renne di Babbo Natale

Scopriamo insieme quali sono i nomi e le caratteristiche delle renne di Babbo Natale, le simpatiche renne volanti che trasportano i regali di Natale per i bambini di tutto il mondo
Con il Natale alle porte oltre alla festività ed ai regali si parla anche delle renne, simbolo tipico di questo evento, ma non tutti conoscono la loro storia e i loro nomi.
La consegna dei regali alla Vigilia di Natale avviene non solo grazie al nostro amato Babbo Natale, ma anche grazie al suo fedelissimo gruppo di renne. Le renne di Babbo Natale sono renne volanti, ognuna con una propria caratteristica.
Al principio le renne erano solamente otto e rimasero così per tantissimi anni, fino all'arrivo della nona renna che ampliò il gruppo.
I nomi delle renne sono le cornici di tante poesie e storie per bambini, vediamo insieme i nomi di queste splendide renne.


Vixen – Freccia
La prima renna trovata da Babbo Natale si chiama Vixen; Ha il mantello colore oro e due code, ogni cambio di stagione al cambio del mantello Babbo Natale prende tutti i crini d'oro caduti e li consegna ai più poveri.

Dancer – Ballerina
Poi c'è Dancer detta ballerina; Come dice il nome, Dancer è la ballerina del gruppo, la sua caratteristica è quella di saper ballare ogni ritmo e quando un bambino è triste perchè non riesce a ballare lei gli sussurra all'orecchio dei passi di danza da poter imparare.

Comet – Cometa
Quando vediamo una stella cadente in realtà è Comet; La renna più veloce lei coglie ogni desiderio e lo riferisce a Babbo Natale, non ha bisogno di dormire Comet poichè corre sempre a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Cupid – Cupido
Non può mancare la renna più coccolona, ovvero, Cupid; Una delle caratteristiche più belle di Cupid è una macchiolina rossa a forma di cuore sul petto e il suo compito è quello di scovare tra le tantissime lettere quella del bambino che è stato buono per tutto l'anno e la porta a Babbo Natale.

Donder – Saltarello
Ed ecco il cantante del gruppo, Donder; La sua caratteristica è quella non solo di saper cantare ma anche di riuscire ad interpretare le voci maschili e femminili a seconda dei casi, ed inoltre, riesce ad imitare le voci dei genitori di ogni bambino del mondo usandole quando i piccoli fanno qualche birbanteria per rimproverarli facendogli credere che siano i genitori a farlo.

Dasher – Fulmine
La protettrice dei doni invece è Dasher; Quando è nata aveva due dentoni così grandi che la madre per paura di farsi male alattandola decise di darle solo le carote, crescendo i suoi denti sono diventati più grandi così li usò come arma, ogni qualvolta un brutto uccellaccio cerca di rubare i doni dei bambini lei lo morsica e così facendo l'uccellaccio scappa.

Vixen – Freccia
Quando Babbo Natale trovò la sua prima renna Vixen assieme a lei c'era anche la gemella Blitzen; Anche lei con il mantello d'oro possiede una sola coda e la sua caratteristica è quella di essere sempre così tanto raffreddata che le gocce che scendono dal suo naso quando si appoggiano a terra fanno nascere tanti fiorellini.

Prancer – Donnola
L'ultima renna che Babbo Natale raccolse fu Prancer; Prancer è una renna molto timida così tanto timida che il suo musino diventa sempre più rosso quando si sente troppo osservata.

Rudolph, La Nona Renna Di Babbo Natale
La leggenda narra che una nona renna si unì al gruppo ben consolidato di Babbo Natale, il suo nome è Rudolph; una piccola renna del Polo Nord la sua particolarità era il suo grosso naso rosso, ma per lui questo era solo motivo di prese in giro così preferiva sempre starsene in disparte.

Una notte della Vigilia Babbo Natale era preoccupato perchè non poteva consegnare i doni a tutti i bambini del mondo, poichè quella notte c'era una nebbia troppo fitta; così nella tristezza totale di tutte le renne vide il nasone di Rudolph illuminarsi così tanto che a Babbo Natale venne una bellissima idea, ovvero, quella di guidare lui il gruppo e di illuminare la strada con il suo bel nasone rosso e questa è la sua caratteristica più importante da allora Rudolph è il primo della ciurma e guida la slitta anche nelle notti più nebbiose.


Fonte: www.idefesta.it

martedì 16 dicembre 2014

"Leggende di Natale": LE PALLINE DI NATALE

Oggi vi racconterò la leggenda delle palline di Natale: di ogni forma, colore e materiale...da quelle in vetro, in polistirolo, in plastica, quelle decorate col metodo del decoupage, o con pupazzetti all’interno, o ancora quelle handmade con materiali di riciclo.

Insomma, chi di noi non ha in casa scatoloni di palline che decorano gli alberi di Natale? Anche per loro c’è una leggenda antica e carina, da raccontare ai propri bimbi. Secondo questa leggenda, di origine cattolica, le palline di Natale sono il simbolo delle risate cristalline di Gesù Bambino. A Betlemme un giocoliere si recò a fare visita al piccolo, ma non avendo nulla per omaggiarlo, decise di cimentarsi con l’arte che conosceva molto bene, quella dei giochi. Cominciò a far ruotare le palline in aria, scatenando nel Bambin Gesù tante risate alla vista delle palline rotanti. Le palline (le più tradizionali di vetro), ogni Natale, decorano i nostri abeti per ricordare quel riso purissimo e di bimbo. 


mercoledì 10 dicembre 2014

"Leggende di Natale": LE GHIRLANDE NATALIZIE

Un’altra leggenda che ha delle connotazioni dolci e delicate è quella che spiega il perché dell’utilizzo delle ghirlande natalizie per addobbare gli alberi. Gli abeti, innanzitutto, si dice crescessero nell’Eden e per questo sono anch’essi il simbolo della tradizione natalizia per eccellenza.Si dice che un giorno Gesù, dinanzi a degli abeti che dovevano essere benedetti, si accorse di un albero che cresceva nel giardino di una casa, ricoperto completamente di ragnatele spesse e fitte. Ci volle un solo attimo Gesù trasformò le ragnatele in delle fastosissime ghirlande dorate, che resero l’albero maestoso e lucente. Da allora lunghe ghirlande decorano i nostri alberi di Natale, di tutte le forme, dimensioni e materiali.


martedì 2 dicembre 2014

"Leggende di Natale": IL VISCHIO

Questo è il mese per eccellenza avvolto in un'atmosfera magica che fa tornare tutti bambini, un mese in cui si vive (o almeno si dovrebbe vivere) con ritmi più ovattati, assaporando ogni istante con i propri cari, respirando l'aria natalizia che pervade ogni cosa.
Da oggi e per ogni martedì vi racconterò una Leggenda legata al Natale, per creare ancor di più un mondo fatato.

La leggenda di oggi riguarda il Vischio. 

La leggenda del vischio è antica e romantica, e risale alla mitologia dei Celti: ecco perché questa pianta magica è diventata simbolo di fortuna e… di baci!
Nella mitologia nordica, il vischio è anche la pianta sacra di Frigg (o Freya), dea dell’amore: questa dea ha una storia romantica e dolorosa.
Essa aveva due figli, Balder, buono e generoso, e Loki, cattivo e invidioso, che voleva uccidere il fratello. Saputo il piano di Loki, Frigg chiese a tutte le creature animali e vegetali di proteggere Balder, ma si dimenticò del vischio. Loki allora usò proprio questa pianta per fabbricare una freccia che uccise Balder.
La dea Frigg appena vide il suo cadavere, iniziò a piangere. Le sua lacrime per magia si trasformarono in bacche bianche, e quando queste toccarono il corpo di Balder, lui tornò in vita.
Per la grande felicità, la dea Frigg cominciò a baciare chiunque passasse sotto l’albero sul quale cresce il vischio (di solito pioppi, olmi e tigli). Il suo bacio non era solo un onore, ma anche un portafortuna e una protezione; ai fortunati baciati dalla dea, infatti, non poteva capitare nulla di male.
I druidi celti onoravano il vischio come pianta sacra, perché ritenevano che nascesse dal cielo (per la precisione, che crescesse nei luoghi colpiti dai fulmini), e poiché le sue bacche si sviluppano in 9 mesi e si raggruppano a tre a tre (il 3 è un numero sacro in molte culture).


lunedì 1 dicembre 2014

01 dicembre: Primo giorno dell'Avvento

L'avvento, ovvero  l'Arrivo, è il periodo di quattro settimane che precede il Natale. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale.I popoli di religione cristiana che celebrano la nascita di Cristo si preparano al Natale durante l'Avvento con il digiuno e la preghiera.Questa festa di preparazione ricalca una festa pagana. Ha le sue origini storiche nell'Adventus, detto parusia, che significava la presenza annuale della divinità, oppure anche l'anniversario della visita dell'imperatore, e di qui trae origine il tema del "Cristo che viene". IL CALENDARIO DELL'AVVENTO L'avvento, un periodo di attesa e riflessione che precede il Natale, costituito dalle quattro settimane precedenti il 25 dicembre (data attribuita per convenzione alla nascita di Gesù). Nella tradizione dei popoli centro europei di matrice tedesca, usanza diffusa oggi in tutta Europa, è tipico rappresentare i 24 giorni di Dicembre precedenti il Natale, in un calendario detto appunto dell'avvento; ogni giorno si apre una finestrella fino ad arrivare alla tanto attesa vigilia. Sotto la finestrella, possiamo trovare una gradita sorpresa che va dal classico cioccolatino dalle forme più varie (stella, abete, pallina colorata...) al disegno colorato fino ad un piccolo regalo. E' dunque un gradito passatempo soprattutto per piccoli, non disdegnato però nemmeno dai grandi. Ne esistono infatti di varia fattura, in grado di accontentare anche gli intenditori più esigenti.


 Durante il periodo dell’avvento si accendono anche 4 candele, una per ogni settimana del mese, di solito l’accensione è riservata ai più piccoli, proprio perché questa tradizione è nata per preparare i bambini al Natale. Ogni candela ha il proprio significato:La prima candela, quella che si accende la prima domenica di Avvento, si chiama Candela del Profeta ed è la candela della speranza. Ci ricorda che molti secoli prima della nascita di Gesù ci furono uomini saggi, chiamati profeti, che predissero la sua venuta al mondo. Un profeta di nome Michea predisse perfino che Gesù sarebbe nato a Betlemme.La seconda candela, chiamata Candela di Betlemme: candela della chiamata universale alla salvezza; ci ricorda la piccola città in cui nacque il Salvatore.La terza candela è chiamata la Candela dei pastori, candela della gioia, perché furono i pastori ad adorare il santo Bambino e a diffondere la lieta notizia.La quarta candela è la Candela degli Angeli per onorare gli Angeli e la notizia che portarono. Anche gli angeli dell'Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale e le quattro candele. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.

L'angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E' vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.
 L'angelo rosso. Durante la seconda settimana un angelo con il mantello rosso scende dal cielo, portando con la mano sinistra un cesto vuoto. Il cesto è intessuto di raggi di sole e può contenere soltanto ciò che è leggero e delicato. L'angelo rosso passa su tutte le case e cerca, guarda nel cuore di tutti gli uomini, per vedere se trova un po' di amore… Se lo trova, lo prende e lo mette nel cesto e lo porta in alto, in cielo. E lassù, le anime di tutti quelli che sono sepolti in Terra e tutti gli angeli prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle. Il rosso del suo mantello rappresenta l'amore.
 L'angelo bianco. Nella terza settimana un angelo bianco e luminoso discende sulla terra. Tiene nella mano destra un raggio di sole. Va verso gli uomini che conservano in cuore l'amore e li tocca con il suo raggio di luce. Essi si sentono felici perché nell'Inverno freddo e buio, sono rischiarati ed illuminati. Il sole brilla nei loro occhi, avvolge le loro mani, i loro piedi e tutto il corpo. Anche i più poveri e gli umili sono così trasformati ed assomigliano agli angeli, perché hanno l'amore nel cuore. Soltanto coloro che hanno l'amore nel cuore possono vedere l'angelo bianco… Il bianco rappresenta il simbolo della luce e brilla nel cuore di chi crede.
 L'angelo viola. Nella quarta e ultima settimana di Avvento, appare in cielo un angelo con il mantello viola. L'angelo viola passa su tutta la Terra tenendo con il braccio sinistro una cetra d'oro. Manca poco all'arrivo del Signore. Il colore viola è formato dall'unione del blu e del rosso, quindi il suo mantello rappresenta l'amore vero, quello profondo, che nasce quando si sta in silenzio e si ascolta la voce del Signore dentro di noi.
  Stasera apriremo la nostra prima casellina del Calendario e accenderemo la nostra prima candela, e voi?

Fonte: ww2.raccontidifata.com

sabato 29 novembre 2014

Natale in Lombardia




Il Natale si avvicina e la sua magia pervade già ogni casa, ogni via, ogni città.
Vi segnalo qualche Mercatino da visitare durante tutto questo periodo, a voi l’ardua scelta!

Bergamo
Dal 29 novembre al 6 gennaio
P.zza Dante (di fronte al Teatro Donizzetti)
11° edizione di “El mercatino di Natale”, con bancarelle tra cui scegliere i vostri regali dal dolce al salato agli addobbi natalizi all’artigianato, con momenti magici dedicati ai più piccini ogni fine settimana.

Cremona
6 e 7 dicembre
(il 6 dalle 16.00 alle 20.00 e il 7 dalle 9.00 alle 20.00)
P.zza Stradivari, Via Albesio e Cortile Federico II
4° edizione del Mercatino “Aspettando il Natale”, in cui trovare addobbi natalizi, artigianato artistico, prodotti biologici, creatività delle donne, giocattoli e dolciumi tipici regionali

Lodi
Dal 7 al 12 dicembre
Fiera di Santa Lucia
P.zza della Vittoria
La tradizionale fiera che accompagna i bambini lodigiani verso la festa a loro dedicata con colori, profumi e sapori delle bancarelle.

Dal 14 al 24 dicembre
Mercatini di Natale
P.zza Castello
Nelle tipiche casette di legno si possono trovare articoli e prodotti di ogni genere, dagli alimentari all’artigianato.

Milano
Dal 29 novembre all’8 dicembre
(tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.30)
Fiera MilanoCity
L’artigiano in Fiera
Annuale appuntamento con l’artigianato: momento di incontro per conoscere e abbracciare le tradizioni e le culture del lavoro di oltre cento Paesi, in un’atmosfera di festa e condivisione. Un luogo dove il visitatore può entrare in contatto diretto con il mondo degli artigiani e possa sentire a casa.

Dal 5 all’8 dicembre
Castello Sforzesco
Fiera degli Obej Obej
A Milano la festa dell’Immacolata è particolarmente sentita per la vicinanza con Sant’Ambrogio.
Il 7 Dicembre i milanesi festeggiano il Patrono della loro città (Sant’Ambreus per i milanesi doc) godendo ogni anno di due giorni di festa da dedicare ai primi acquisti natalizi nella storica fiera degli Obej Obej, che si svolge intorno al Castello Sforzesco. Curiosità: Le origini del nome “Obej Obej” (scritto anche “Oh bej Oh bej”) risalgono all’episodio dell’ingresso in città di Giannetto Castiglione. Infatti il nome deriva dalle esclamazioni dialettali di gioia dei bambini milanesi che accettavano di buon grado i doni dell’inviato papale: l’espressione Oh bej! Oh bej! significa infatti “O belli!, o belli!”. 

Dall’1 dicembre al 7 gennaio
Mercatini di Natale
Animeranno la città avvolgendo grandi e piccini in un’atmosfera di festa rivivendo la magia di una volta.

Sant’Angelo Lodigiano
Il 13 dicembre
(dalle 10.00 alle 21.00)
P.zza Bolognini
Natale in Castello
Nella suggestiva cornice della corte e delle sale interne del “Castello Bolognini” ci saranno degustazioni enogastronomiche, dolciumi, prodotti tipici, artigianato, esposizione di presepi e tante idee regalo originali. Alle 17.00 Babbo Natale raccoglierà le letterine di tutti i bambini che vorranno consegnargli la loro.
Durante l’evento sarà possibile anche effettuare una visita guidata al Castello su prenotazione per i gruppi al n° 0371.21114041

Pavia
Dall’1 dicembre al 6 gennaio
Corso Cavour e Corso Strada Nuova saranno totalmente pedonali dalle 10 alle 20 e il sabato e la domenica saranno animati da trampolieri, acrobati, statue viventi, giocolieri, clowns, trucca bambini, fachiri e tantissimi personaggi natalizi. 
Il sabato pomeriggio si potrà parcheggiare gratuitamente nelle aree a pagamento (quelle segnate con le strisce blu) e sarà attivo un servizio di bus navetta gratuito che collegherà il parcheggio di Viale Indipendenza a vari punti del centro storico (il servizio è attivo anche il 23 e 24 dicembre). Negozi aperti il sabato e la domenica per tutto il periodo.

Pizzighettone
Dal 22 al 23 novembre
(il 22 dalle 15.00 alle 20.00 e il 23 dalle 10.00 alle 20.00)
6° edizione dei Mercatini di Natale in riva all’Adda e all’interno delle antiche mura della città, rassegna natalizia dedicata alle prossime festività, con tante idee regalo per la casa, la tavola, e gli addobbi di Natale e il Presepe, nonché prodotti tipici e artigianali.

Varese
Dal 18 al 20 dicembre
Via Matteotti, P.zza Carducci e Via Marconi
Mercatino dell’Antiquariato e Collezionismo che anima le vie del centro storico ogni secondo we del mese, in questo we si presenterà in veste natalizia!


E noi? Dove saremo?
Naturalmente avremo il nostro Stand al Mercatino di Natale di Landriano (PV) sabato 13 dicembre dalle 9.00 alle 19.00.

Ci troverete in veste natalizia con il nuovo calendario attività del 2015, gadget natalizi, sorprese per i più piccini e possibilità di tesserarsi alla nostra Associazione, non mancate!


giovedì 27 novembre 2014

(Vegan)Thanksgiving day!

Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day), o più semplicemente "il Ringraziamento", è una festa di origine cristiana osservata negli Stati Uniti d'America (il quarto giovedì di novembre) e in Canada (il secondo lunedì di ottobre) in segno di gratitudine per la raccolta e per quanto ricevuto durante l'anno trascorso.


Mac e Cheese sono i due tacchini che quest’anno anno, come da tradizione, il presidente degli Stati Uniti, ha graziato alla vigilia della festa del Giorno del ringraziamento. I due volatili – come altri scelti negli anni precedenti- passeranno il resto della loro vita in una fattoria a Leesburg, in Virginia, dove sarà loro garantito, come ha detto scherzando Barack Obama, una vita libera «da un futuro di ripieno e salsa ai mirtilli». Ma per i due animali risparmiati a Washington, si calcola che ogni anno negli Usa, siano almeno 45 milioni i tacchini uccisi per divenire il piatto di portata principale del Thanksgiving. 

Il giorno del Ringraziamento è per gli americani una delle feste più sentite. Ed è quasi impossibile immaginarla senza il tradizionale tacchino ripieno al forno. Ma anche le tradizioni si evolvono. E negli Stati Uniti crescono coloro che dicono no a carne e pesce o scelgono un’alimentazione vegan, totalmente vegetale, e cruelty free (secondo alcune statistiche sarebbero 7 milioni i vegetariani, 1 milione i vegani) . T ra loro c’è anche il senatore democratico Cory Booker (@CoryBooker su Twitter, 1.500.000 follower) che partecipa anche virtualmente al #veganthanksgiving per il suo primo Ringraziamento senza derivati animali. 

Insomma anche il Thanksgiving inizia a cambiare. Si moltiplicano i siti di cucina che propongono decine di ricette tradizionali vegetali: dallo stufato di funghi al tortino di zucca. Basta lasciare andare la fantasia e l’inventiva. Ma uno dei trend più diffusi è quello dell’alternativa vegetale alla carne (o «carne finta»): seitan, tofu, tempeh. Un fenomeno che sta facendo pensare a nuove prospettive di business tanto che anche Bill Gates è tra gli investitori di Beyond Meat, società all’avanguardia nella produzione di prodotti a base di soia. 

Capofila della svolta vegan del Thanksgiving è la Turtle Island Foods, creatrice delTofurky alternativa vegetale al tacchino fatta di soia (da qui il nome: un gioco di parole tra Tofu e Turkey, tacchino) che tra il 1995 e il 2012 ha venduto almeno 3 milioni di tacchini vegetali: vegani, biologici e anche kosher. Mentre VegeUsa propone un’imitazione del classico tacchino arrosto così realista che potrebbe far storcere il naso a molti: il Vegan Whole Turkey (nella foto). «Se stavate cercando un sostituto vegan che si presenti in una forma familiare, non cercate oltre – si spiega nella«Vegan Thanksgiving Guide» del blog YourDailyVegan - Si tratta un tacchino finto composto di soia e proteine del grano che può essere anche farcito. Per un pranzo di 10-16 persone». 



Come ha raccontato sapientemente lo scrittore statunitense Jonatan Safran Foernel libro «Se niente importa» (titolo originale «Eating Animals»), il cibo è soprattuttocultura, memoria, storia, personale e collettiva. E non a caso lo stesso Foer chiude il suo racconto immaginando una nuova forma di cena del Ringraziamento. «Che succederebbe se non ci fosse il tacchino? – si chiede lo scrittore di origine ebraica - Si romperebbe, o danneggerebbe, la tradizione, se ci limitassimo a stufato di patate dolci, panini fatti in casa, fagiolini con le mandorle, composta di mirtilli rossi, batate, purè al burro, torta di zucca e noci pecan? Forse potremmo aggiungere la zuppa di fagioli dei Timucua. Non è un pensiero così assurdo. I tuoi cari intorno alla tavola. Ascolta i suoni, annusa gli odori. Non c’è il tacchino. La festa è forse compromessa? Il Ringraziamento non è più il Ringraziamento? O il Ringraziamento ne uscirebbe ancora più forte? La scelta di non mangiare il tacchino sarebbe un modo più sentito per celebrare la nostra gratitudine?». 

Per Foer la risposta è ovviamente positiva. E anche per noi. Tutto cambia e si arricchisce di nuove prospettive. Anche il Canale Cucina di Corriere.it un anno fa, al suo inizio, proponeva di celebrare il Thanksgiving solo con la più classica delle ricette: il tacchino al forno . Oggi pensiamo che esista anche un modo diverso, più attento agli altri animali, per festeggiare questo giorno. Che ci permetta finalmente di immaginare 45 milioni di tacchini felici.


Di Beatrice Montini su corriere.it

venerdì 14 novembre 2014

Nine Months: Corrispondenza mesi e settimane di gravidanza

Quando si parla del calendario della gravidanza si preferisce considerarla in settimane e giorni, come fanno i ginecologi,  poiché  le settimane sono composte da 7 giorni, mentre i mesi hanno un numero di giorni variabile che rende l’indicazione imprecisa.
Il mese di gravidanza è quindi indicato dalle settimane + il numero di giorni corrispondenti. Ma come faccio quindi a sapere in che mese mi trovo?
Ecco qui uno schema di conversione tra mesi e settimane che potete usare con facilità:

1° mese: inizia dal primo giorno delle ultime mestruazioni (0 settimane + 0 giorni)
2° mese: inizia a 4 settimane + 4 giorni
3° mese:  inizia a 8 settimane + 6  giorni
4° mese:  inizia a 13 settimane + 2 giorni 
5° mese: inizia a 17 settimane + 5 giorni
6° mese: inizia a 22 settimane + 0 giorni
7° mese: inizia a 26 settimane + 3 giorni
8° mese: inizia a 30 settimane + 5 giorni
9° mese: inizia a 35 settimane + 1 giorno
A queste vanno aggiunte le due settimane aggiuntive che vengono considerate per i bimbi che decidono di nascere in ritardo (arrivando quindi a 42 settimane)
L’età gestazionale però si basa  sull’ultima mestruazione e non sul momento del concepimento che si presume avvenga 2 settimane dopo.  Si contano quindi 280 giorni (40 settimane) dalla data del primo giorno dell’ultima mestruazione più  un margine di 15 giorni  aggiuntivi.


giovedì 13 novembre 2014

Expo: debutta Children share

Vi segnalo quest'interessante iniziativa di Expo Children, direttamente dall'intervista pubblicata ieri su Radiomamma.it

Un progetto, e un gioco, di condivisione per i bimbi. Con "call for ideas" per non profit e artist. Ecco come funziona
 Chidrenshare, Expo Children, Sabina Cantarelli, Expo Milano 2015, MubaA 169 giorni esatti dalla sua apertura, l’Expo si presenta ai bambini di Milano con una grande tavola, da imbandire e apparecchiare, all’interno del Museo del bambino (MUBA). “Simbolo di condivisione e inclusione e del nostro progetto educativo Childrenshare” spiega a Radiomamma Sabina Cantarelli, responsabile di Expo Children e curatrice, insieme a Reggio Children, del parco tematico Children Park che sorgerà sul sito espositivo.
 
Una tavola per nutrire il pianeta?SC: Per riflettere, giocando, sul come si mangia nelle diverse culture e sul gesto di accoglienza, di attesa e di convivialità che è il preparare una tavola per i familiari o per un ospite. Sulle emozioni legate al cibo oltre che sulla sua provenienza e sostenibilità. Le scuole, i bambini e i genitori, gratuitamente, potranno partecipare a questo gioco fino a ottobre 2015, prima presso il Muba e poi nello spazio Agorà del Castello Sforzesco, scoprendo cibi e usanze di diversi Paesi del mondo. Ma la tavola è solo una delle azioni previste dal progetto di inclusione Childrenshare realizzato in collaborazione con Fondazione Muba.
Quali sono le altre?SC: Tramite il sito Childrenshare e i social network, ogni settimana, stimoleremo le famiglie sul tema del come si mangia: potranno attivarsi e rispondere con storie, disegni, fotografie, ricette e altre attività. L’obiettivo è coinvolgere genitori e figli in un gioco e in una riflessione sui diversi modi in cui mangiamo, sulle diverse culture della condivisione e dell’accoglienza.
Parlando di accoglienza, Expo ha stilato specifici criteri per quanto riguarda le famiglie?SC: Ha dato indicazioni precise ai vari Paesi sull’accessibilità e sostenibilità di spazi e strutture, vorremmo iniziare anche un discorso specifico sui bambini.
 
Childrenshare lancia anche una “call for ideas” dedicata ad associazioni, artisti, designer. Come funziona e che obiettivi ha?SC: Raccoglieremo e selezioneremo iniziative che hanno come tema la condivisione, declinata in tutti i suoi più diversi aspetti, e quindi offriremo ospitalità e sostegno logistico presso il Museo del Bambino.
Il progetto Childrenshare di Expo sarà presentato giovedi 13 novembre, dalle 14,30, presso il Muba alla Rotonda della Besana. Non mancate!

giovedì 6 novembre 2014

Influenza? Prevenire è meglio che curare...


Da decenni ormai mi curo con l'omeopatia, che mi ha letteralmente salvato da una grave intossicazione da cortisone che mi era stato somministrato per le mie (ai tempi) innumerevoli allergie per le quali pareva non ci fosse rimedio. Invece non solo c'è stato un rimedio ma un rimedio naturale!
Dopo la prima gravidanza addirittura tante allergie sono sparite e le restanti si sono tramutate in intolleranze, ma curarmi in modo naturale fa ormai parte della mia vita è di quella della mia famiglia.
Così in casa nostra non si aspetta di ammalarci ma si cerca il più possibile di prevenire le malattie con una sana ed equilibrata alimentazione e con l'omeopatia!

In questo periodo dell'anno in cui non si parla d'altro che di influenza, com'è normale che sia, vi invito a leggere questo articolo tratto da Naturopatia-blog in cui non solo vi è l'elenco di tutti i rimedi naturali per combattere l'influenza ma troverete anche una notizia stravolgente ed illuminante su Aspirina e Tachipirina, ovvero acetilsalicilico e paracetamolo, che sono medicinali dotati di una certa tossicità ed effetti collaterali anche gravi. Allora, invece di ingerire periodicamente farmaci tossici e dannosi, perché non sostituirli con rimedi naturali altrettanto efficaci ma innocui? Ecco quali…
echinacea, tonici naturali, rimedi naturali, influenza, aspirina, tachipirina
"In post precedenti abbiamo parlato dei rischi che si corrono assumendo tachipirina e aspirina. Abbiamo parlato degli effetti collaterali e tossici della tachipirina, sia nei negli adulti che per i bambini in concomitanza con i vaccini, e anche dei rischi dell’assunzione di aspirina a scopi preventivi, oltre che della Sindrome di Reye, associata al consumo di aspirina in tenera età.
Assodato, quindi, che questi due medicinali, molto usati, spesso abusati, da adulti e bambini per lenire i tipici sintomi dell’ influenza, mal di testa, dolori muscolari, etc.. sono dannosi per l’organismo, soprattutto se assunti da piccoli e specialmente se presi con sistematicità, perché non considerare alternative naturali e altrettanto efficaci? Vero è che, nella maggior parte dei casi, i medici non fanno menzione di potenziali alternative a tachipirina e aspirina, prescrivendole ormai quasi in automatico, e quindi molti non pensano che esistano dei metodi per evitare di imbottirsi di farmaci e curarsi ugualmente. Oggi, però, con il diffondersi di una concezione un po’ diversa della malattia e della cura, grazie alla Naturopatia, molti cominciano a pensare che abusare in farmaci faccia male e vanno alla ricerca di alternative naturali.
Bene, perché queste alternative ci sono! Soprattutto nel caso delle influenze stagionali, in virtù del fatto che per le sindromi virali non esistono cure e bisogna solo aspettare che passino, non resta che trovare qualcosa che assopisca i sintomi mentre il sistema immunitario reagisce e ci fa guarire, ma meglio qualcosa che nel frattempo non ci intossichi reni e fegato, non vi pare?
Ci sono, infatti, rimedi naturali che possono aiutare in maniera dolce e meno invasiva, ad affievolire i disagi dell’influenza, magari potenziando il sistema immunitario, senza sottoporsi a rischi di tossicità e malattie peggiori.
Per questo, qui, ecco proposto un elenco di possibili rimedi naturali che possono sostituire Aspirina, Tachipirina e antinfiammatori:
  • - Salix Alba (corrispondente vegetale della comune aspirina) 50 gg. tre volte al giorno per febbre, dolori muscolari o reumatismi. Non irrita lo stomaco.
  • - Belladonna (rimedio omeopatico) quando si alza all’improvviso la febbre, il viso arrossato e si suda: alla diluizione di 9CH, cinque granuli ogni due ore. Efficace anche per il mal di testa pulsante e per il mal di denti.
  • - Nux Vomica (rimedio omeopatico): alla 9Ch per raffreddore, naso che cola, 5 granuli ogni ora. Quando i sintomi migliorano tre volte al dì.
  • - Echinacea: sempre valida per aumentare le difese immunitarie, in caso di tutte le infezioni virali (esiste anche sottoforma di tisana e in casa nostra la beviamo la sera almeno 2/3 volte a settimana ndr)
  • - Bagno caldo con oli essenziali o suffumigi: da aggiungere all’acqua (al momento, non prima, perché gli oli evaporano in fretta) qualche goccia di olio essenziale di Tea Tree, lavanda, pino scozzese, maggiorana (non in gravidanza). (Noi usiamo anche un diffusore che emana nell'ambiente di csa nostra questi stessi olii essenziali in modo che ne possiamo beneficiare sempre ndr).
  • - Un fazzoletto imbevuto di olio di eucalipto o canfora e annusare: per gli amanti della rapidità!
  • - Frizioni sul petto con oli di eucalipto, pino, cannella, limone, garofano, e/o niaouli.
  • - Arnica montana (rimedio omeopatico) potente antinfiammatorio, alla 9CH cinque granuli ogni 2 ore. Indicata per dolori alle ossa, indolenzimento, abbassamenti di voce per il freddo o per sforzo delle corde vocali. Per traumi o contusioni si può usare una crema a base di arnica sulla parte lesa due o tre volte al dì."

Insomma, ora che lo sapete non preferite usare rimedi totalmente naturali per voi e i vostri bambini anzichè imbottirli di farmaci?

Fonte www.naturopatia-blog.it